L’arte bianca come eredità, comunità e futuro: il percorso di Cesare Vaccaro

Da bambino, Cesare Vaccaro guardava i pizzaioli come fossero supereroi. Restava lì, fermo davanti al banco, incantato da quei gesti rapidi, sicuri, quasi magici. Oggi, quegli stessi gesti sono diventati la sua vita, il suo mestiere e soprattutto il suo modo di restituire qualcosa alla comunità. Il suo percorso nasce nelle storiche pizzerie di Bari, dove i primi maestri – Cosimo Calabrese e Nicola Lopez della pizzeria U Prisc – gli hanno insegnato le basi. “Hanno creduto in me, e non ero un ragazzo facile”, racconta sorridendo. “Mi hanno dato pazienza, fiducia e un mestiere che ancora oggi porto nel cuore”.

Erano altri tempi, altri metodi, un mondo che Cesare ha attraversato tra alti e bassi, fino a un bivio: mollare o formarsi seriamente. Ha scelto la seconda strada. Da lì sono arrivati corsi con maestri riconosciuti a livello nazionale, trofei di pizza, colleghi conosciuti in tutta Italia e all’estero, esperienze che gli hanno dato sicurezza e visione. E sì, lo conferma lui stesso: i suoi panzerotti fritti sono ormai famosi.

Dal forno alla comunità: nasce il progetto di Casa Santa Barbara Oggi, insieme al collega e amico Fation, anche lui professionista stimato, e il maestro Francesco Fortuna, Cesare ha trasformato la sua esperienza in un progetto che profuma di casa e di condivisione. L’idea è semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo: portare l’arte bianca tra le mura domestiche, insegnando a chiunque come preparare pane, pizza, focacce e rosticceria senza complicazioni. I primi a rispondere sono state le casalinghe appassionate, poi sono arrivati uomini, giovani, curiosi.

 

 

I laboratori di Casa Santa Barbara sono diventati molto più di un corso: un luogo di amicizia, scambio, risate, confidenze e mani infarinate. “È nata una piccola comunità”, racconta Cesare. “Tra loro e tra noi sono nate amicizie vere. Questa è la soddisfazione più grande”. La filosofia è chiara: non complicarsi la vita. Molti, spiega, non sanno scegliere la farina giusta o seguono metodi vecchi tramandati senza criterio. Lui e Fation riportano tutto all’essenziale: tecnica, semplicità, replicabilità.

Uno sguardo al futuro: i giovani e l’arte bianca Il prossimo passo è già nella mente di Cesare: portare i giovani nei laboratori. Non per trasformarli tutti in pizzaioli, ma per far vivere loro un mestiere fatto di manualità, creatività, disciplina e cultura gastronomica. Un’esperienza che forma, che educa, che insegna a costruire qualcosa con le proprie mani.
La dimensione personale: il valore umano del mestiere Quando gli chiediamo cosa lo ripaghi davvero, Cesare non parla di premi o riconoscimenti. Parla di persone. “È il rapporto con i clienti. La fiducia, la stima reciproca. È quello che mi fa andare avanti ogni giorno”. E il messaggio che vuole lasciare è lo stesso che mette nei suoi impasti: passione, autenticità, cura. Perché quello che arriva sul piatto – dice – non è solo pizza. È un pezzo di sé. E questo vale anche quando insegna, quando accoglie, quando cucina per gli ospiti a casa.

    La mia idea di business - Emanuele Caldarulo

    La mia idea di business

    di Emanuele Caldarulo

    Un percorso personale e concreto su come trasformare un’idea in progetto reale, tra intuizione, disciplina e visione.

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