Beatrice Zippo: “Cerco la bellezza ovunque. E la gratitudine è la mia forza quotidiana”

C’è un modo semplice e autentico per conoscere davvero una persona: ascoltare le sue storie.
Per questo, come Radio Orsa, abbiamo scelto di dedicare uno spazio ai candidati sindaci di Capurso che non parli di programmi o slogan, ma di vita vissuta, di emozioni, di scelte che segnano. Un racconto umano, identico per tutti, per permettere ai cittadini di incontrare chi si candida a guidare la comunità.
Oggi è il turno diBeatrice Zippo, operatrice culturale, che il 19 aprile compirà 43 anni.
Tre parole la descrivono:accogliente, appassionata, coraggiosa.
Il suo tratto distintivo? “Trovare la bellezza ovunque”.
Il luogo che sente più suo è ilCammino del Pozzo, mentre un’esperienza che l’ha formata è stata un’adolescenza trascorsa tra studio e lavoro.
Di seguito, il suo autoritratto attraverso le nostre dieci domande.
1. Qual è un momento della tua vita che ti ha reso la persona che sei oggi?
A dicembre 2011, due settimane dopo aver acquistato casa a Capurso e in pieno trasloco, per vicissitudini lavorative avrei dovuto trasferirmi a Milano senza una data di ritorno. Per un piccolo colpo di fortuna, una persona con cui avevo collaborato aveva bisogno di qualcuno con il mio profilo qui nel barese, e non ho avuto dubbi: sono rimasta. Non so se esistano scelte giuste o sbagliate in assoluto, ma quella era giusta per me. E accompagna il mio agire da allora.
2. Qual è il tratto del tuo carattere che senti più “tuo” e che ti guida nelle scelte quotidiane?
Tra le definizioni che mi vengono date, ce n’è una che sento molto: “unisco mondi”. Avendo un vissuto ricco di esperienze e conoscenze diverse tra loro, mi viene naturale trovare soluzioni efficaci facendo sintesi tra idee e circostanze differenti.
3. Che rapporto hai con la tua città, a livello personale ed emotivo?
Trovo che Capurso abbia in sé tutti i semi del mondo. Non ha esagerato Gabriella Genisi quando ha definito “messicana” la Basilica Pontificia. Durante il Covid, nelle mie lunghe camminate solitarie, ogni angolo sembrava raccontare un luogo diverso: quartieri inglesi, caseggiati dell’Est Europa, atmosfere canadesi, scorci antichi. In un periodo così difficile, non mi sono mai sentita sola.
4. Qual è un’abitudine o un piccolo rito che consideri fondamentale per il tuo equilibrio?
Se sto lontana per troppo tempo dal teatro e dal cinema, provo sincero malessere.
5. Chi sono le persone che hanno influenzato di più il tuo modo di vedere il mondo?
Innanzitutto mia nonna materna: bambina durante la guerra, ha mandato avanti una casa, due aziende e tre figli, e a quasi novantun anni ha una visione giovanissima del mondo.
Poi Teresa Mattei, madre costituente: sua è la volontà di inserire le parole “di fatto” nell’articolo 3 della Costituzione, consapevole del lungo cammino tra il dire e il fare.
Infine, le persone dell’associazioneLa Giusta Causa: in un mondo sempre più individualista, la loro forza gentile nel fare cultura politica come comunità è un atto rivoluzionario.
6. Qual è una tua fragilità che stai imparando a trasformare in forza?
Quella che da giovane mi sembrava insicurezza, oggi la riconosco come capacità di ascolto e dialogo, senza imporre volontà assolute.
7. Qual è un gesto di gentilezza che hai ricevuto e che non hai mai dimenticato?
Sarò sempre grata a una maestra delle elementari che, quando avevo otto anni, mi diede l’opportunità di compiere il mio primo gesto di volontariato: portare cibo a un mio coetaneo indigente e malato di leucemia. Lui non ce l’ha fatta, ma il ricordo di quel pomeriggio non mi ha mai lasciata. E con la maestra non mi sono mai persa di vista.
8. Cosa ti sorprende ancora delle persone, nonostante tutto?
Assistere alle rinascite dopo momenti bui dà sempre la sensazione di essere davanti a un miracolo.
9. Qual è un episodio divertente, imprevisto o rivelatore che racconti volentieri per far capire chi sei?
Hai qualche giorno di tempo per farmi rispondere? Sono maestra nel trovare aspetti ironici nei piccoli e grandi contrattempi quotidiani.
10. Qual è la qualità umana che cerchi di coltivare ogni giorno, in te e negli altri?
La gratitudine. La forza di capire che il bene che si dà è più prezioso di quello che si riceve è inarrestabile, quando diventa contagiosa.
Quello diBeatrice Zippoè il ritratto di una donna che intreccia cultura, ascolto e radici.
Una persona che cerca la bellezza, che crede nella comunità e che porta con sé storie capaci di parlare a tutti.
Questo articolo fa parte della serie di Radio Orsa dedicata ai candidati sindaci di Capurso: uno spazio pensato per conoscere le persone prima dei programmi, le storie prima delle proposte.
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